Ce l'ho fatta giusto in tempo....questa è l'ultima sera di questa magnifica esposizione....
una mostra con cui interagire...tutta da vivere :)
*****THE SANDMAN *********
(By E.T.A. Hoffmann)
(Adattamento di Noke Yuitza)
NATHANEL A LOTARIO
Voi tutti sarete certo molto inquieti perché da tanto, tanto tempo non vi scrivo.
In poche parole: la cosa terribile che mi è capitata, e la cui mortale impressione invano tento di eliminare, consiste semplicemente nel fatto che alcuni giorni or sono, il 30 ottobre, proprio a mezzogiorno, un venditore di barometri entrò nella mia stanza e mi offrì la sua merce. Io non comperai nulla e minacciai di buttarlo giù dalle scale: dopo di che egli se ne andò.
Tu certo capirai che soltanto precisi fatti, intimamente legati alla mia vita, possono conferire significato a questo avvenimento e che la persona di quello sciagurato mercantucolo può avere su di me influenze deleterie.
(...)
L’orribile immagine di quell’uomo crudele si impresse così nella mia mente, e quando alla sera io lo sentivo salire le scale, tremavo dall’angoscia e dal terrore. Mia madre riusciva solo a cavarmi dalla bocca questo grido balbettato tra le lacrime: “L’uomo della sabbia! L’uomo della sabbia!”. Correvo quindi nella camera da letto e tutta la notte ero torturato dalla paurosa visione dell’uomo della sabbia.
(...)
Se ti dicessi, caro amico, che quel venditore di barometri era proprio il maledetto Coppelius, non ti meraviglieresti certo che io consideri quell’apparizione come presagio di gravi sciagure. È vero che era vestito diversamente, ma la figura e i lineamenti del viso di Coppelius sono così profondamente impressi in me che non posso sbagliarmi. Coppelius non ha neppure cambiato nome. Qui si fa passare per un meccanico piemontese di nome Giuseppe Coppola.
(...)
Atterrito Nataniele gridò: “Pazzo, come puoi tu avere degli occhi?... occhi?...”. (...)
“Ecco, ecco... occhiali... occhiali... da mettere sul naso... questi sono i miei occhi... occhi belli!”. E traeva fuori continuamente occhiali, cosicché tutto il tavolo cominciò stranamente a sfavillare e a lampeggiare. Mille occhi guardavano e occhieggiavano convulsi e fissavano Nataniele (...)
“Basta, basta, sciagurato!”. E afferrò Coppola per un braccio mentre questi stava ancora infilando le mani nella tasca per trarne altri occhiali, nonostante il tavolo ne fosse tutto coperto.
“Ah! niente per voi?... ma qui c’è un bel cannocchiale”. Aveva raccolto tutti quanti gli occhiali e se li era messi in tasca; dalla tasca interna del soprabito tirò fuori una grande quantità di piccoli e grandi cannocchiali.
Egli prese un piccolo cannocchiale tascabile finemente lavorato e per provarlo guardò dalla finestra. Mai in vita gli era capitato un cannocchiale che avvicinasse come quello gli oggetti con tanta chiarezza e precisione. Involontariamente guardò dentro nella stanza di Spallanzani; come sempre Olimpia sedeva dinanzi al piccolo tavolo sul quale appoggiava le braccia e le mani giunte.
Solo ora Nataniele vide il viso meraviglioso di Olimpia. Gli occhi solamente gli parvero stranamente morti e fissi. Ma aguzzando lo sguardo attraverso il cannocchiale, gli parve che gli occhi di Olimpia si illuminassero di umidi raggi di luna. Sembrava che per la prima volta avessero la capacità di vedere; e gli sguardi fiammeggiavano sempre più vivi. Come incantato, Nataniele se ne stava alla finestra a contemplare la bellezza celestiale di Olimpia. Un raschiare di gola, uno scalpicciare di piedi lo risvegliarono come da un sonno profondo.
"L'uomo di sabbia", E.T.A. Hoffmann (http://www.rodoni.ch/OPERNHAUS/coppelia/uomosabbiahoffmann.html)
I partiti, più si somigliano più sono corrotti (Mario Pirani).
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Ha ben ragione Curzio Maltese (Repubblica, 25 maggio) nello smascherare i
trucchi escogitati dai partiti per eludere qualche norma limitatrice della
vorace...
2 minuti fa



























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